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Con quest’ultima immagine sospendo a tempo indeterminato la campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul volto dei pesci.
Le foto sono state scattate in momenti diversi nei principali mercati del pesce di Barcellona e di Lisbona.
Facevano parte di un progetto provvisoriamente intitolato Dalla parte dei pesci morti che prevedeva l’esposizione di foto di grande formato, tutte a soggetto ittico.
Il progetto è rimasto tale.

Devo continuare oppure è ormai già chiaro che i pesci hanno un volto?
Si osservi la forma dell’occhio di queste due triglie. È diversa. Quella che sta sopra ce l’ha più allungato. Anche l’andamento perimetrale e le dimensioni delle pupilla sono diverse, e la posizione degli occhi rispetto alla testa, la lunghezza del muso, la sagoma delle branchie. Il programma genetico “triglia” (penso spesso al fatto che poteva toccarmi di nascere triglia, metti, oppure gnu) si declina ogni volta in modo diverso, creando tanti individui-triglie, ciascuno con sue caratteristiche e inclinazioni, più o meno furbo e intelligente, iracondo, sensibile.
Sono convinto che il cervello animale sia molto più complesso e interessante di quello che ci piace pensare.
Immagino che ogni specie sia in grado, come la nostra, di riconoscere ciascun individuo dal volto - quello che noi chiamiamo “muso” – e di comprenderne lo stato d’animo dall’espressione.
L’espressione di un cane sappiamo leggerla, quella di una triglia ancora no.